Montefalco torna protagonista con “A Montefalco 2025”, evento promosso dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, giunto al suo 44° anno di attività
Montefalco protagonista con: “A Montefalco 2025”, evento promosso dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, giunto al suo 44° anno di attività. Non una semplice anteprima enologica, ma un contenitore esperienziale in cui il vino diventa chiave d’accesso per leggere la cultura, la natura e l’identità di un’intera regione. Non solo nuove annate e non solo Sagrantino. Infatti nelle ultime edizioni l’appuntamento ha spostato il suo focus sui vini del territorio, più nello specifico delle denominazioni di Montefalco, Montefalco Sagrantino e Spoleto e i rispettivi vini, cambiando il nome da Anteprima Sagrantino a “A Montefalco”.
L’Umbria artigiana del vino, piccola ma forte
L’Umbria è una delle regioni italiane dove la vocazione agricola ha saputo conservare forza e centralità anche nell’era dell’industria e del turismo. Accanto a coltivazioni storiche come il tabacco e i cereali, la viticoltura occupa un ruolo di primo piano, sia in termini di superfici che di valore culturale e simbolico. Quasi la totalità delle aziende con terreni in aree a denominazione coltiva vite e olivo, un binomio che qui è quasi un archetipo paesaggistico.
Nel 2024, la popolazione umbra è di circa 852.000 abitanti, l’1,44% del totale nazionale. Una regione “anziana”, la quinta in Italia per età media, ma che si distingue per qualità della vita, sostenibilità e benessere. L’aspettativa di vita ha raggiunto gli 83,9 anni, e l’Umbria si colloca all’11° posto tra 234 regioni europee per indice di benessere.
Il comparto vitivinicolo è tra i pilastri dell’agroalimentare regionale: con circa 3.400 ettari rivendicati ogni anno per DOC e DOCG, l’Umbria produce oltre 160.000 ettolitri di vino DOP, circa l’1% del totale nazionale. Ma il valore della sua produzione va ben oltre i numeri.
Le 22 denominazioni di qualità attive nella regione, tra cui 2 DOCG (Montefalco Sagrantino e Torgiano Rosso Riserva), 14 DOC e 6 IGT, riflettono un patrimonio enologico diversificato e radicato. Le aziende vinificatrici umbre sono in gran parte piccole o medio-piccole realtà familiari, e oltre la metà produce meno di 100 ettolitri l’anno. Un tessuto produttivo fatto di artigianalità, identità locale, e una profonda connessione con la terra.

Andiamo A Montefalco: la “A” che racconta tutto
La “A” di “A Montefalco” è un simbolo polisemico che racchiude molte anime: Anteprima, Annate, Autoctono, Arte, Avanguardia, Amore. Lettera iniziale dell’alfabeto, è un invito a riscoprire le origini per scrivere pagine nuove. L’edizione 2025 segna il debutto dell’annata 2021 del Montefalco Sagrantino DOCG, valutata con 94/100 e 4 stelle, un’annata “ottima” per qualità e potenziale evolutivo.
“King” Sagrantino, l’assolo corale e la “Queen” spoletina
È lui il sovrano indiscusso di Montefalco: il Sagrantino DOCG, maestoso, severo, irriducibilmente identitario. Un vitigno autoctono che ha attraversato secoli di storia — dalle leggende medievali dei falchi imperiali alle cure dei frati francescani — per arrivare, intatto e potente, nella modernità. La sua vinificazione in rosso secco, affermatasi solo negli anni ’70, ha rivelato un tannino aristocratico, capace di raccontare il territorio come pochi altri.
L’annata 2021, presentata in anteprima durante A Montefalco 2025, ha confermato tutto il potenziale del vitigno: 94/100 punti, giudizio ufficiale, che riconosce un millesimo equilibrato, compatto, di grande struttura e profondità aromatica, nato da un’estate calda e da un autunno provvidenzialmente fresco. Un Sagrantino di materia e nerbo, ma già leggibile nella sua eleganza.
Accanto a lui, suona l’orchestra: è il Montefalco Rosso DOC, dominato dal Sangiovese e completato proprio dal Sagrantino. Una voce più agile, più conviviale, ma non meno espressiva: la 2023 si presenta viva, vibrante, di bella tensione e immediatezza, ma con struttura e freschezza capaci di reggere anche il tempo.
E poi, ecco la regina. In silenzio, ma con passo deciso, sale sul palcoscenico la “Queen spoletina”: il Trebbiano Spoletino, protagonista assoluto della Spoleto DOC, che sta riscrivendo la mappa dei bianchi del centro Italia.
Durante l’evento, sono state presentate le annate 2024, 2023, 2022 e, per la versione Superiore la 2021: un ventaglio temporale che ha mostrato l’incredibile versatilità e tenuta nel tempo di questo vitigno, capace di esprimere freschezza agrumata nelle versioni più giovani, e complessità balsamica e salina in quelle più evolute.
E cresce un intero universo di bianchi umbri da tenere d’occhio, dal Montefalco Grechetto DOC al Montefalco Bianco, fino a spumanti, passiti e interpretazioni creative che valorizzano le sfumature di un terroir da sempre vocato e consapevole della propria pluralità.
Numeri di successo, la visione di un territorio e il valore del paesaggio
Nel 2024, il comparto ha toccato quota 1,8 milioni di bottiglie di Sagrantino, 4,15 milioni per la DOC Montefalco e oltre 350mila per la DOC Spoleto. I produttori coinvolti sono 73, di cui 62 aderenti al Consorzio. L’export copre il 13% del totale, con Stati Uniti, Germania e Svizzera in testa, ma anche Belgio, Paesi Bassi e Giappone. I numeri raccontano una crescita organica: 380 ettari iscritti alla DOCG Montefalco Sagrantino, 510 ettari per la DOC Montefalco, circa 50 ettari per la Spoleto DOC, per una produzione complessiva che sfiora i 6,3 milioni di bottiglie nel 2024.
Ma al di là delle cifre, ciò che colpisce è la coerenza tra vino e territorio. I vini di Montefalco e Spoleto non vogliono inseguire stili internazionali: parlano il linguaggio dei loro suoli, delle colline, delle escursioni termiche, del silenzio dei borghi, della sapienza contadina.
Il lavoro delle cantine attive nel comprensorio non si limita alla produzione. C’è una progettualità diffusa che unisce sostenibilità ambientale, enoturismo esperienziale, recupero della memoria agricola (come nel caso delle viti storiche dentro le mura di Montefalco), e investimenti culturali, come il Museo del Sagrantino, nel Complesso Museale di San Francesco, o il Cammino del SOL, l’anello di 100 km tra borghi e coline, che collega i comuni dell’olio e del vino. Infatti Consorzio prosegue il suo impegno nella sostenibilità ambientale: il 53% delle aziende è certificato bio o in conversione; il 66% utilizza energie rinnovabili; oltre il 28% delle cantine ha installato colonnine per la ricarica elettrica. Il progetto “Grape Assistance”, l’accordo con Enel X, l’adesione al programma “Wine in Moderation” e il sistema RES per gli eventi sostenibili testimoniano una volontà chiara: fare viticoltura rispettando la terra e chi la abita.
Il premio dei sommelier: il “Gran Premio del Sagrantino” AIS
Una delle emozionanti novità dell’edizione 2025 è stato il “Gran Premio del Sagrantino”, giunto ormai alla diciassettesima edizione. Tenutosi il 18 giugno a Montefalco, ha visto protagonisti 18 sommelier professionisti provenienti da tutta Italia. La competizione ha suonato come un’ode al Sagrantino, con prove tecniche, abbinamenti, degustazioni alla cieca e formazione sulla corretta comunicazione del vino in ristorazione.
Ad aggiudicarsi il titolo 2025 è stata Giulia Celeschi, giovane promessa AIS, premiata con una borsa di studio messa a disposizione dal Consorzio per approfondire le tecniche e la conoscenza dei vini di Montefalco. In finale con lei hanno dato prova di preparazione e sensibilità anche altri due professionisti selezionati nelle semifinali.

L’appuntamento da segnare
L’agenda è già pronta: dal 19 al 21 settembre 2025, Montefalco ospita “Enologica Montefalco – Abbinamenti”, tre giorni di degustazioni, laboratori, musica, arte e gastronomia d’eccellenza. Un’occasione imperdibile per vivere il vino come esperienza culturale e sensoriale a tutto tondo.
Bere Montefalco e Spoleto oggi: cosa aspettarsi?
Montefalco Sagrantino DOCG 2021: profondità, ampiezza, potenziale
La regina dell’evento è stata, come da tradizione, la nuova annata del Montefalco Sagrantino DOCG: la 2021, valutata ufficialmente 94/100 punti e classificata con quattro stelle. Annata solare, ma non estrema, con una vendemmia che ha beneficiato di un ottobre fresco e ventilato, capace di bilanciare gli eccessi estivi e di fissare aromi e acidità. Le uve sono arrivate in cantina sane e concentrate, regalando vini di nerbo e struttura, con un profilo fruttato ampio, tannini abbondanti ma ben integrati, e un’evidente attitudine all’invecchiamento. Il Sagrantino 2021 si presenta come una sintesi felice tra potenza e dettaglio, tra vigore ed equilibrio: una delle espressioni più convincenti dell’ultimo decennio.
Alcuni assaggi 2021 da non perdere:
- Montefalco Sagrantino Caprai 25 Anni 2021
- Montefalco Sagrantino Bocale 2021
- Montefalco Sagrantino Scacciadiavoli 2021
- Montefalco Sagrantino Tenute Lunelli Carapace 2021
- Montefalco Sagrantino Antonelli 2021
- Montefalco Sagrantino Passito Scacciadiavoli 2021
Montefalco Rosso DOC 2023: energia, verticalità, bevibilità
Tra le nuove annate in commercio, brilla anche il Montefalco Rosso 2023, vino sempre più protagonista del bere quotidiano di qualità. Il Sangiovese, uva dominante nel blend, trova in queste colline una finezza inaspettata: frutto vivo, freschezza naturale, tessitura leggera ma persistente. La piccola quota obbligatoria di Sagrantino (fino al 20%) dona grip, profondità e un’eco territoriale che firma ogni sorso. Dopo un decennio di crescita, la denominazione ha raggiunto 4 milioni di bottiglie, con un incremento costante anche nei segmenti “Rosso Riserva” e “Montefalco Bianco”. Segno che la DOC ha ormai una sua autorevolezza, al di là dell’ombra (nobile) della DOCG.
Alcuni assaggi 2023 da non perdere:
- Montefalco Rosso Caprai 2023
- Montefalco Rosso Scacciadiavoli 2023
- Montefalco Rosso Tenute Lunelli Carapace Ziggurat 2023
Spoleto DOC Trebbiano Spoletino: freschezza verticale e versatilità
Tra le novità più sorprendenti, continua la corsa del Trebbiano Spoletino, l’autoctono umbro che negli ultimi anni ha saputo conquistare attenzione e mercato. Nel 2024 la produzione ha superato le 350.000 bottiglie, segnando un nuovo record. Le versioni più riuscite della Spoleto DOC 2023 raccontano un bianco di spalla e nerbo, capace di coniugare acidità, agrumi e salinità con una materia piena e gastronomica. È un vino che regge il tempo, sfida le mode e invita all’esplorazione stilistica: secco, macerato, spumante. Non a caso, la DOC Spoleto oggi è una delle più dinamiche dell’Italia centrale.
Alcuni assaggi dei grandi bianchi della zona, annata 2024 da non perdere:
- Spoleto Trebbiano Spoletino Antonelli Trebium 2024
- Spoleto Trebbiano Spoletino Caprai Le Molacce 2024
- Spoleto Trebbiano Spoletino Bocale 2024
- Spoleto Trebbiano Spoletino Le Cimate 2024
- Spoleto Trebbiano Spoletino Valdangius Campo de Pico 2024
- Spoleto Trebbiano Spoletino Ninni Poggio del Vescovo 2024
- Spoleto Trebbiano Spoletino Terre di San Felice 2024
- Montefalco Bianco Scacciadiavoli 2024
- Montefalco Bianco Tenuta Bellafonte Sperella 2024
- Montefalco Bianco Moretti Omero 2024
- Montefalco Grechetto Tenuta Clivio del Cardinale 2024
- Montefalco Grechetto Tenuta di Saragano 2024
- Montefalco Grechetto Benedetti e Grigi Eros 2024




